Nonostante le mie chiappe si trovino stabilmente in quel di Losanna e non in qualche posto esotico o in Erasmus, oggi mi va di scrivere una giornata a mo’ di diario.
Tralascio le descrizioni di mattinata, lezione di E-Business e pranzo con Marie e passo al pomeriggio. Un pomeriggio trascorso all’insegna dell’inutilità scolastica, ma anche dell’ordine: dopo una power-nap (dall’inglese: sonno rigenerante, in italiano: pennica pomeridiana del fancazzista) decido di sbarazzarmi di oggetti inutili (televisione vecchia, componenti di computer degli anni ‘90, oggetti vaganti non identificati), cartoni e sacchetti di plastica che ho accumulato in quasi 6 anni di università e infilato a mo’ di matrioska in sacchetti più grandi di carta, a loro volta infilati in cartoni accumulati nello sgabuzzino del mio appartamento. Passata la mano divina, il locale si trasforma da caverna polverosa satura di oggetti a luogo nel quale ci sarebbe ancora spazio per almeno un paio di giacche (extra) e una borsa da calcio. Per evitare lo shock decido comunque di lasciare la polvere, anche perchè lo sgabuzzino ci si è affezionato e non voglio fargli un torto.
La serata prevede ospiti, un numero variabile per un programma non definito: coppa italia? birretta? karaoke? giochi di società ? uscita? Boh, non si sa ancora. Protagonisti della evening: Malinconia Tschudy (lo Zio), Tonalità Ranzi (Ricky), Modulazione di frequenza Rapanaro (io).
Americanità Tschudy, probabilmente sintonizzato su un fuso orario con la virgola (GMT+0.7), arriva clamorosamente in anticipo. Con la partita in background il sottoscritto e il cowboy del New Jersey scaldano le ugole mettendo a dura prova la tolleranza dei vicini con un karaoke da antologia. Le note vibrano leggiadre nell’aere e, in attesa che il trio Pavarotti-Carreras-Domingo venga ricomposto dal pezzo mancante, Sinfonia Ranzi, si passa da Frank Sinatra a Ramazzotti fino ai Twisted Sisters e a Jerry Lee Lewis con un’armonia che avrebbe fatto impallidire Beethoven (da sordo…).
Equilibrio Ranzi arriva in maestoso ritardo, ma il suo apporto è fondamentale …per stappare la bottiglia di bianco! Il coro è da impazzire, vecchiette in subbuglio lanciano mutandine dal cortile mentre le ragazzine si strappano i capelli. C’è gente che giura di aver visto le fiamme degli accendini nel palazzo di fronte sulle note di Whish you where here (Pink Floyd)…
Dopo il karaoke e una discussione sul superbowl e sulla coerenza delle unità di misura americane (12 pollici = 1 piede = 1/3 yards = 30.48 cm) parte un partitone di taboo a regole inventate (visto che in 3 bisogna arrangiarsi). Analfabetismo Tschudy si contraddistingue per il suo vocabolario forbito che gli permette di indovinare (e far indovinare) parole alla media di 1-2 al minuto. Dopo una mezz’oretta esclama: “Ahhh ho capito! Figata sto gioco!”. Meglio tardi che mai, ma in coppia col sottoscritto riesce a infilare una serie di 5 parole indovinate senza errori di doppie, tempi verbali o punteggiatura (a no, quella non c’è…). Prima partita vinta da Nostranità Rapa mentre la seconda, nonostante essere stata designata per avvantaggiare Extracomunitarità Tschudy (che parte con 6 caselle di vantaggio), vede il trionfo di Indomabilità Ranzi.
Dopo un paio di battute finali i due ospiti tornano a casa, mentre io me ne vado a letto (tra 5 minuti). Da domani inizio a studiare per gli esami. Giovedì prossimo il primo, olè olè.
Una pulce in visita tra le palle mentre vi infilate i boxer che ha appena messo in bocca il cane,
Rapowder
Commenti Recenti