Bidone o Genialata?

19 01 2007

Pensando al calciomercato degli ultimi anni, fatta eccezione per Kakà e qualche altro acquisto decente, tra scandali, calciopoli, scudetti e coppe, gli uomini immagine della Cirio (la crew dei Pelati: premiata ditta Berlusca-Galliani) hanno fatto acquisti a dir poco discutibili.
Se penso a nomi quali “Rivaldo” o “Vieri” (ma anche a Ziege, Kluivert, Dugarry, Ba, ecc…) - Oliveira lo lascio fuori visto che non ha lo stesso blasone e, nonostante sinora abbia disonorato quel numero 7 che pesa come un macigno sulla sua maglia ..e dalle prestazioni anche sulle sue gambe, ha ancora qualche mese per dimostrare qualcosa - mi vengono i brividi. Per dirla alla Frengo e Stop:

Il nulla si frantumava sulla terra lasciando inanimate particelle di solitudine: Rivaldo (Vieri) in campo da titolare. Dopo partite schizzoidi, per lunghi tratti concluse oltre il 90esimo minuto senza l’ombra di un loro tiro in porta, questi giocatori vaganti nella solitudine filosofica del loro stesso pensiero (non l’ho mai capita questa), lasciavano il campo senza neanche essere fischiati. Beh, alla fine si, ma per parecchi mesi il tifoso medio pensava “Lasciamogli tempo, ha vinto un pallone d’oro (ha segnato tanti gol), non può essersi imbrocchito all’improvviso”…

Beh, ora siamo di fronte ad un altro (possibile) bufalone: Ronaldo al Milan? Non è ancora detta, ma la gazzetta sta spingendo di brutto.. Io non so cosa pensare. Da un lato lo vorrei solo per fargli fare gol ai derby, dall’altro penso ai maroni che deve avere uno così per firmare un contratto con l’altra sponda (quella della Milano che conta) del calcio meneghino. Spero veramente che lo comprino, ma spero anche di non dovere pensare, per lungo tempo prima di cominciare a fischiarlo, “Ma cosa cazzo si fumano i nostri due pelati quando mettono mano al portafogli?!”

Ronaldo

Pareri, commenti, insulti, godimenti? Forse non arriverà , ma facciamo finta che sia tutto deciso…



LEGGENDE METROPOLITANE

11 01 2007

Cari fanciulli (fanciulle lo risparmio perché come al solito si sentono troppo fighe per scrivere su un blog),

mi sembra che questo blog stia prendendo una piega melodrammatica ed ho paura di essere uno dei portatori sani di questo virus di tristezza. Prima che il male muti da anaerobico ad aerobico volevo cercare di trovare una cura ed un vaccino, per cui cercherò di iniettare una pera di allegria nel bloggowder;

Ed è proprio qui che entra in gioco il “leggenda metropolitane contest”.
Ad ogni latitudine e longitudine del globo cambiano usi e costumi, colore della pelle e modo di vestirsi; ma una cosa ci accomuna e ci lega in una fraternanza indistruttibile che fa sentire simili un eskimese ed un lappone: LE LEGGENDE METROPOLITANE.

Chi ha viaggiato un po’ per i continenti e si è confrontato con giovani di ogni parte della Terra si sarà sicuramente imbattuto in leggende metropolitane pari pari a quelle che si raccontano nelle nostre città .

Pensate che quando sono andato a trovare Fez a Barcellona ho conosciuto un ragazzo che mi ha raccontato la storiella della signora che è arrivata in ospedale con una melanzana tra le gambe e che sosteneva di essere scivolata nell’orto mentre raccoglieva i fagioli indossando una gonna ma non le mutandine.
Un nostro amico di cui non faccio il nome, giura che la storia sia veritiera perché gliel’ha raccontata sua sorella che lavora in ospedale.

Amici del blog, apriamo gli occhi e ribelliamoci a queste prese in giro.
Invito tutti coloro che navigando passano su questo blog a scrivere una leggenda metropolitana (E HO DETTO 1 GELO) per creare un database di queste stronzate.

un saluto cadendo in motocicletta lasciando il casco intatto ma la testa aperta in due,

Fei



Azione no profit: “IO VOGLIO BENE A RAPA”

10 01 2007

Ciao a tutti belli e brutti (Giorgione nostalgia canaglia…), riecco anche in questo 2007 il vostro amico Philippfeld!

Ho letto con piacere tutti i vostri pensieri sull’anno appena conclusosi….mondiali e cazzate collettive mischiate ad amarezze o soddisfazioni personali, ma la cosa più bella é che siamo qui a parlarne a cuore aperto e la vita va avanti! Io personalmente ho trascorso un buon 2006…certi incontri sul finire mi stanno un poco destabilizzando, ma in fondo come dice il mitico Antonello “quando pensi che sia finita é proprio allora che comincia la salita, che fantastica storia é la vita!”….e poi oltre che senza Nutella, che mondo sarebbe senza ste stronze di donne che hanno il potere misterioso di ucciderci, farci rinascere, incazzare, godere,etc…???????? Ci sentiamo tanto forti e invincibili, ci interessano solo tette-culi-passere-gambe, ma in fondo abbiamo tutti un cuore tenero che si spezza con un grissino!
Spero che l’anno sia iniziato bene per tutti, o quasi…ed é per questo che voglio lanciare la campagna di sostegno psicoterapeutico “Anch’io voglio bene a Rapa”. In qualunque parte del mondo siate lasciate un segno tangibile dell’affetto per il nostro Raperonzolo, scrivetelo sui muri, sulle porte dei cessi in discoteca, teggatelo al lilu1, mettete l’adesivo sulla macchina accanto a quello del thunderdome, pisciatelo sulla neve, leggetelo nei fondi di caffé, tatuatevelo sulla chiappa destra, ri-tatuatevelo su quella sinistra, urlatelo mentre ruttate, ma soprattutto siate fieri di avere un amico come Rapa e di volergli bene!

un caro saluto a tutti

Pippo

PS: Rapa il prossimo potrei essere io….aspetta 1 mesetto…..



Contest

8 01 2007

Qual è la cosa più stupida e di poco conto che fate spesso, ma che vi fa perdere tempo inutilmente?

Io: scrivere la lista della spesa; tanto la lascio sempre a casa.

gelo.



FELIZ AÑO NUEVO

2 01 2007

Quieridos compañeros,

un feliz año nuevo desde Punta del Este con todo mi corazon.

Non ho ancora conosciuto una persona a cui piacciano simultaneamente il Natale e la notte di Capodanno.

C’é chi trova la Vigilia e tutto lo spirito natalizio come un evento che ormai é scaduto nell’ipocrisia e nel consumismo, e c’é chi detesta la notte di San Silvestro perché sembra che sia dovuto a tutti i costi divertirsi.

Io faccio parte del primo gruppo di persone che ho sopracitato.

Quel che mi piace dell’ultimo giorno dell’anno (oltre allo champagne le giarrettiere e le mutandine rosse) é che faccio un bilancio dell’anno passato, di quello che ho fatto, di quel che non sono stato capace di fare e dei buoni propositi per l’anno a venire.

Beh, se penso al 2006 é inevitabile che mi venga in mente come emozione piú forte la mia bocciatura nel master. Ce l’ho messa tutta e non é andata, pazienza.

Ma se penso a quello che potevo fare e che non ho fatto é stato ringraziare di cuore voi ragazzi per essermi stati vicino in quel brutto momento: GRAZIE DI CUORE SIETE UNICI.

Una persona molto cara in particolare mi ha scritto una frase molto bella: ” nella vita quel che importa non é come si cade ma come ci si rialza “.

Se leggendo queste parole mi state capendo e non vi viene da ridere vuol dire che siete degli amici con la A maiuscola.

C’é un altra emozione intensissima che ho vissuto, era il 9 luglio del 2006 e vi voglio salutare con una frase che del mitico Fabio Caressa;

stringiamoci forte e vogliamoci bene, perché oggi é bello essere amici,

Fei



Duemilasette.

2 01 2007

Per il 2007 niente auguri e nessun buon proposito; voglio solo rispolverare e riproporre a tutti un monologo degno d’esser fatto filosofia di vita.

“Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t’erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio. Fa’ una cosa, ogni giorno che sei spaventato. Canta. Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perder tempo con l’invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d’amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più nteressanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant’anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. È il più grande strumento che potrai mai avere. Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo. Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po’, ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po’, ma lasciala prima che ti rammollisca. Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant’anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell’accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga. Ma accetta il consiglio… per questa volta.”

(Il testo originale è un discorso di laurea scritto da Mary Smitch, columnist del Chicago Tribune, per il figlio; è stato tradotto e ripreso in “The Big Kahuna” - di John Swanbeck con Kevin Spacey e Danni DeVito, 1999 - e da Albertino qualche anno fa)

gelo.