Lettera a Babbo Natale …e Gesù Bambino

2 04 2010

Lettera

Premetto che il bambino che ha scritto questa lettera oggi non si trova in galera, ma è un bravo ragazzo, ha fatto tutti i suoi studi ed ha un lavoro interessante al quale si dedica con passione, vuole bene alla sua famiglia, ai suoi amici e alla sua ragazza. Niente di anormale insomma.

Bisogna ammettere che i contenuti fanno pensare ad un’infanzia quantomeno turbolenta, molto probabilmente un’adolescenza in riformatorio e una qualche puntatina in centrale di polizia qua e la lungo il cammino post-adolescenziale. Niente di tutto ciò.. o quasi, ma non è importante.

Non saprei dire in quale periodo questa lettera sia stata scritta, ma direi all’incirca nella fase di disillusione dal Natale, quando i bambini sospettano che non esista nessuna entità mistica che va a fare la spesa al Franz Karl Weber, ma vogliono comunque crederci un po’, anche perché negli anni precedenti la tattica ha portato buoni frutti…
Se invece fosse stata scritta in piena infanzia, beh la cosa si farebbe ancora più interessante, visto che un bambino piccolo “medio” generalmente fa rientrare tutte le armi nella categoria “pistola”.

Caro Gesù bambino è Babbo Natale […]

Abbuoniamoli la congiunzione al posto del verbo “essere” visto che non penso che il bimbo stesse alludendo alle due vite di Gesù (una ampiamente descritta nella Bibbia ed una - segreta - nel periodo natalizio, durante il quale si trasforma in “Babbo”).
A parte il fatto che non ho mai capito come si facesse a credere a Gesù Bambino. Perché non Gesù adulto allora? Che infanzia di merda dovrebbe avere avuto se no? Passare una settimana all’anno a leggersi letterine in tutte le lingue e, senza renne nè aiutanti elfi, fare la spesa (e dubito che a Nazareth ci fosse la Rinascente) e consegnare doni in tutto il mondo senza dire niente a mamma e papà!? Forse aveva un centro di smistamento simile all’attuale posta per inoltrare tutte le lettere a Babbo Natale?

Ma torniamo all’autore di questa letterina capolavoro! Fin da piccolo, il bambino ha già capito la legge dei grandi numeri rivolgendosi ad entrambi, il bianco barbuto e il fanciullo imberbe, per avere maggiori probabilità di soddisfare le sue richieste. La cosa sorprendente è che li mette nella stessa lettera, come se vivessero assieme! Passino le renne, ma ve lo immaginate Babbo Natale nella capanna o Gesù Bambino (coperto dal solo pannolino) nella fredda Lapponia!?

E poi come si deve sentire il povero Gesù che legge una lettera con la foto di Babbo Natale?

Ma passiamo alla parte più interessante, quella che denota una cultura di base non indifferente del bambino. Quasi sorprendente direi!

[…] Da Babbo Natale desidererei un fucile a pompa da modellismo e da Gesù (Bambino?) l’U.Z.I. […]

Sapete cos’è un Uzi? Non è un acronimo, ma la prima mitragliatrice progettata da un israeliano (Uziel Gal) negli anni quaranta. O questa è una coincidenza, ma non mi stupirebbe il contrario, oppure il bimbo l’aveva pensata bene. Non poteva mica chiedere un’arma israeliana a Babbo Natale no? Era meglio chiedere ad un “local” ;)
La richiesta suona un po’ violenta, ma bisogna ammettere che il bambino “l’eva mia inscì stüpid”. E infine…

[…] Queste cose si trovano all’Hobby Modellismo.

Nel caso in cui Babbo e Gesù non dovessero trovare le armi richieste, il bimbo ha pensato bene di fornire ulteriori indicazioni per aiutarli nella ricerca, sapendo di aver fatto una richiesta al quanto insolita.

Respect.



Fenomeni da palestra

14 07 2008

Siete già stati in palestra? Chiaramente quella sotterranea del LILU1 (Liceo Lugano 1) non vale! Chi non sa di cosa parlo può ritenersi fortunato, perchè i macchinari a molle regolabili (al posto dei pesi) che popolano quel locale sono lontani parenti di quelli computerizzati Technogym (con la faccia di Ronaldo che compare ogni volta che inserite la chiavetta elettronica in una macchina) e assomigliano di più a strumenti degni del museo delle torture di Amsterdam.
Io parlo del “Fitness”, parola americana che tradotta letteralmente significa “essere in forma”. Sapete quel luogo in cui la gente va ad alleggerirsi la coscienza prima dell’estate o a ricaricare l’autostima quando negli specchi spalmati su ogni parete della palestra (e degli spogliatoi) può vedere riflessa la sua massa muscolare in costante aumento?

Ho visto diverse palestre e sono sempre più convinto che sia il Diavolo l’incaricato della distribuzione delle macchine! Altrimenti non mi spiegherei come mai quelle per gli interni coscia (usate esclusivamente dalle donne) si trovano SEMPRE di fronte a quelle per i pettorali (usate molto più dagli uomini che dalle donne). Nessuno ha mai pensato che girare le prime verso le finestre o i muri sarebbe più utile per tutti? Non bisogna essere dei guardoni per perdere la concentrazione quando la Russa di turno si rinforza le zone intime mentre voi cercate di sollevare un peso che sembra subire il triplo della forza di gravità ad ogni “movimento a fisarmonica” della vicina…

Comunque, mi sono iscritto per un mese (giusto per non arrivare al primo allenamento con la lingua per terra e i polmoni in gola …e infortunarmi alla prima di campionato) in una palestra di Losanna, ma mi sono accorto subito che l’ambiente proprio non fa per me. L’ho trovato noioso dal primo momento in cui c’ho messo piede. Il sentimento è restato tale… fino a quando non ho scoperto che fare cyclette, step e vogatore con l’I-Pod a manetta (playlist “tamarro-fitness” con tutti i successi dell’estate) ti fa vivere l’esperienza in un modo completamente diverso! Riesci quasi ad entrare in trans agonistica se cerchi di adattare il ritmo delle pedalate (o degli step) a quello della canzone. Il problema è quando la playlist capita sulla canzone punk che hai aggiunto alla “On the go” in un momento di nostalgia dei primi anni di liceo (probabilmente pensando alla palestra del LILU1). Li sono dolori (perchè premere su “next” è da debole).

Prima di scoprire la potenza del noto lettore MP3 comunque mi sono fatto una settimana “regular”, durante la quale mi sono dovuto cercare un altro passatempo per non tritarmi i maroni durante i primi cinquanta minuti circa di riscaldamento.
Se con l’I-Pod non mi concentro nient’altro che sul timer, le pedalate, il battito cardiaco (e il sudore che sto perdendo), senza la musica non posso fare altro che osservare la gente.
Alla fine di ogni allenamento durante la prima settimana mi sono scritto degli appunti sui personaggi tipici che si incontrano in palestra (in Svezia avevo fatto la stessa cosa in biblioteca). Dopo attente osservazioni sulla loro estetica e sul loro comportamento (e con una “puntina” di immaginazione) cercherò di tracciare i profili dei perfetti elementi che sono sicuro non manchino in ogni palestra degna di questo nome!

Il fighetto (questo è un esempio vero portato da un mio amico) è quel personaggio che in palestra ci va come se stesse uscendo alla sera. Scarpetta argentata modello Nike Silver con calzetta fantasmino (quella che si vede appena), pantaloncino Polo, maglietta Polo con colletto alzato (in stile fine anni ‘90), Rolex(!!!!!) e occhiali(!!!!).
Il Fighetto non necessita di alcun riscaldamento (deve avere un meccanismo di autocombustione dall’interno che entra in funzione appena esce dall’ufficio), di conseguenza, appena entrato in palestra, si dirige verso le macchine a pesi. Durante gli esercizi lui non si concentra su quello che sta facendo, ma si guarda in giro per vedere chi lo sta guardando. La palestra non è uno spazio per fare sport, è uno status sociale.

L’uomo fashion (o fighetto #2) è stretto parente del fighetto, ma ha un look diverso. Lo catalogherei come stile tectonic-metrosexual: scarpetta bianca con chiusura a strappo (quando si sporca, la si cambia), pantalone lungo (e in estate bisogna proprio essere delle belle volpi per metterseli) con cintura, maglietta/canottiera scollatissima che mette in mostra il tatuaggio sul petto scolpito da pesi, proteine e schifezze varie: creatina come se piovesse e olé salute! Prima di mettere piede in palestra, per mantenere la pettinatura a criniera di cavallo (con capello un po’ più lungo dietro), passa dal bagno (per l’ingellata) ed esegue il percorso che gli permette di constatare la perfezione del suo look il più volte possibile: il labirinto degli specchi è la sua Mecca!

Il boss della palestra è uno dei primi abbonati, quasi un’istituzione. Tutti i fitness hanno il loro, sicuro! Generalmente tutta la combriccola del peso lo conosce. Dicesi “combriccola del peso” quel gruppo di fitnessofili che fa principalmente pesi liberi, quelli “vecchia maniera”. Il boss ha un fisico invidiabile, nonostante l’età avanzata (oltre la quarantina) e tutti cercano i suoi consigli e la sua complicità. Un occhiolino del boss è per sempre!

Lo sproporzionato, che nella mia palestra è uno dei ragazzi tectonic-metrosexual, è colui il quale allena tantissimo le zone ben visibili del corpo (pettorali, bicipiti, addominali), ma dimentica le gambe o le allena molto poco. Il risultato è una specie di trapezio di muscoli appoggiato a due stuzzicadenti. La carrozzeria di un Harley col motore di un Solex insomma!

L’uomo sauna, quasi sempre visibile su cyclette, step, tapis roulant o altre macchine aerobiche, è una persona che suda tantissimo. Ogni volta che ha finito infatti ci sarebbe bisogno del Mocio Vileda per asciugare il lago dei cigni che si è formato attorno alla sua macchina. Cartello “Wet Floor” d’obbligo! Pare che nella mia palestra vogliano riservare una zona per queste persone e vietare che i laghetti vengano asciugati per popolarli di pesci e integrare anche la pesca sportiva come sport da palestra.

Oltre a questi personaggi tipici, ci sono anche siparietti e scene tipiche da fitness che vale la pena descrivere. Nonostante la palestra sia concepita per fare sport individualmente, talvolta l’esiguo spazio tra le macchine e la grandezza dei display creano brevi istanti di competizione fra i vari sportivi.
Adoro quando le donne sbirciano il livello di intensità della cyclette o dello step della vicina e regolano il proprio di conseguenza, aumentandolo di una tacca! In quel momento, l’orgoglio passa davanti alla condizione fisica costi quel che costi!

E che dire della combriccola dei vogatori? Io non pretendo di conoscere la scienza esatta ma mi hanno spiegato come dev’essere fatto il movimento corretto. Vi assicuro che vedere il trio che avevo dinnanzi la prima volta che mi sono seduto su una delle cyclette era roba da circo Orfei! Ognuno di loro aveva la sua pecuniarità.
- Il Tonto: non capisce come fare funzionare il vogatore e passa cinque minuti a cliccare sul display prima di ignorarlo e cominciare i movimenti senza aver scelto un programma.
- Il Frettoloso: parte a razzo con una media da fratelli Abbagnale durante il primo minuto, prende un colore paonazzo-cianotico dopo il secondo minuto, muore e getta la spugna prima del terzo minuto.
- Il Profi: in perfetta tenuta da canottiere (pantaloncino scaldamuscoli giallo, canottiera blu), regola il vogatore sul programma “cardio” e si muove con eleganza e padronanza della macchina burlandosi del vicino con espressioni facciali che sembrano dire “vai a farti una pedalata alla cyclette, pirla!”.

Di che categoria faccio parte io? In quanto autore è ovvio che non mi metterò mai in una di quelle che ho appena descritto. Io sono un pesce fuor d’acqua, ma quanto mi diverto a guardare gli altri!



Carta Igienica - Usi e Costumi

8 12 2007

Ieri sera parlavo con un amico che lavora alla Procter and Gamble (P&G), famoso gruppo industriale di beni di consumo che comprende marche come Ariel, Mastrolindo, Duracell, Gillette, Pampers,… e Bounty (la carta igienica, non i cioccolatini al cocco). Proprio da quest’ultima è nato un simpatico discorso sulle strategie di mercato basate sulle abitudini dei cittadini delle diverse nazioni d’Europa. Sembra una cazzata, ma la struttura della carta igienica viene adattata ai vari popoli e/o sessi. Addirittura sono state create delle categorie di “cagoni”:

I Folders (Piegatori)

Tecnica:
Particolarmente usata in Italia, ma probabilmente anche quella più comune in altri paesi. Il folding consiste nell’usare diversi foglietti di carta igienica, piegandoli uno contro l’altro fino a formare uno strato abbastanza spesso per non bucare la carta al momento della “passata”.

Scheda:
Il perfetto Folder è tendenzialmente attento all’igiene, ma a volte consumista all’eccesso (dai 4 foglietti in su).

Suggerimenti:
La tecnica garantisce mani pulite e comfort, ma l’abuso di folding può creare strati troppo spessi rendendo l’applicazione difficile e aumentando i rischi di ingorghi, specialmente se il carico di PIL (prodotto interno lordo) è massiccio o se lo scarico funziona male.

Strategia di Mercato:
Per questa tecnica la carta viene prodotta con fogli a fibre orizzontali, non troppo spessi e fustellati in modo da facilitare la piega tra un foglio e l’altro.

I Crunchers (Appallottolatori)

Tecnica:
Particolarmente usata dagli inglesi e dai bambini alle prime esperienze autonome. Il crunching consiste nell’appallottolare la carta igienica prima dell’applicazione. La tecnica è discutibile riguardo alla sua efficienza, ma ha un ché di creativo.

Scheda:
Il Cruncher è una persona che non da molta importanza all’igiene, un po’ stressata e maldestra. Generalmente il Cruncher è l’indiziato numero uno quando si tratta di trovare il colpevole della “sgommatina” sulla parete del water, incubo di tutte le donne delle pulizie al momento dell’apertura della tazza.

Suggerimenti:
Tecnica senz’altro rapida, ma igienisticamente poco efficace. Può causare spiacevoli sorprese, quali sviluppi di microcosmi nei bassi fondi, specialmente negli uomini che sono dotati di pelo infra-canyon.

Strategia di mercato
:
Per questa tecnica la carta viene prodotta con fogli a fibre soffici in modo da minimizzare la creazione di angoli al momento dell’appallottolamento.

I Single-Sheet Users (Utilizzatori Mono-Foglio)

Tecnica:
Particolarmente usata dai popli nordici. Il single-sheet using consiste nell’uso unitario dei foglietti di carta igienica. Tecnica che senz’altro contribuisce alla salvaguardia delle foreste e della lotta contro l’inquinamento, garantendo una lunga durata del rotolo, ma mettendo a rischio l’igiene delle mani.

Scheda:
Il Single-Sheet User è una persona parsimoniosa e attenta alle problematiche dell’inquinamento e della salvaguardia delle foreste e dei boschi. La combinazione di questa tecnica con carta igienica a buon mercato (M-Budget in simil-cartone o carta di giornale) può diventare molto pericolosa, specialmente se non si dispone di un buon sapone per sciacquarsi le mani dopo l’ultima passata.
Il Single-Sheet User estremo usa il foglietto da ambo i lati e a volte anche per soffiarsi il naso, pulirsi le orecchie o dare una passata attorno al water.

Suggerimenti:
Tecnica senz’altro rispettabile (per gli amanti dell’ambiente, ma non per i taccagni), ma che presenta le insidie descritte in precedenza.

Strategia di mercato:
Per questa tecnica la carta viene prodotta con fogli spessi per evitare di bucare il foglio dopo la passata. Tuttavia, il Single-Sheet User estremista acquista spesso carta riciclata o di scarsa qualità .

I Wrappers (Arrotolatori)

Tecnica:
Particolarmente usata dalle donne, la tecnica consiste nell’arrotolare la carta attorno alla mano, facendo da 2 a 3 giri. L’applicazione avviene in front-side dopo gli scarichi cosiddetti “leggeri”. Per quelli pesanti, valgono le tecniche descritte in precedenza.

Scheda:
Il Wrapper è esclusivamente di sesso femminile, quindi difficile tracciare uno stereotipo in base a criteri caratteriali.

Suggerimenti:
La tecnica è senz’altro efficace, ma lascia scoperte le punte delle dita. Anche se l’uso che ne viene fatto comporta meno rischi del single-sheet using per scarichi pesanti, richiede prudenza ed esperienza.

Strategia di mercato:
Per questa tecnica la carta viene prodotta a fogli lunghi e fustellatura solida, in modo da evitare che la carta si tagli facilmente in fase di wrapping.

Per concludere l’articolo in modo un po’ volgare ma realista, ciò che traggo da quest’analisi di mercato è che gli italiani hanno gli scarichi intasati, gli inglesi il culo rosso, i nordici le mani puzzolenti e le donne ..ma perchè le donne fanno la cacca? Secondo me no.

Rapa



Ci sta di sicuro…

3 03 2007

Donzelle se voi aveste un ammiratore così cosa fareste?
Cassano

Come farà la Hunziker a non cedere al suo charme?

http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2007/03_Marzo/02/michellecassano.shtml

Uno slip spartitraffico tra Sanremo e Ventimiglia,

Rapowder



Il mutandone della NASA

13 02 2007

Aerofagi di tutto il mondo, è arrivata la soluzione ai vostri maleodoranti problemi! Tenere a bada il vostro intestino è più difficile che cavalcare un toro in amore? Siete dei playboy naturali, ma la vostra digestione vi penalizza e non beccate una figa neanche pagando? Beh, cari i miei amici del vento di passioni, è arrivato un indumento che potrebbe risolvere i vostri problemi: il mutandone anti-scorreggia!

Mutandone Back

Tessuto 90% Fabuthane e 10% Nylon (una sciccheria per la pelle), questo cocktail di tecnologia e chimica è provvisto di filtri al carbonio, lana di vetro e polypropylene intercambiabili… chissà che sprigionamento di aromi al cambio gomme! Se vi interessa, il boxer che si è già candidato come concorrente principale di Calvin Klein e D&G per il suo design sexy è acquistabile qui. Più che mutandone della NASA, è un mutandone per il NASO…

20 Minutes docit,

Rapowder

PS: se trovate altre notizie trash come questa postate senza pietà !



Nessuno è incedibile :(

9 02 2007

Kakà al Real? No vi prego! In cambio di chi? Ah ma va? ..però, quasi quasi…

Secondo As, il club rossonero non esclude più la cessione, ma chiede in cambio Cannavaro, Robinho, Diarra e un conguaglio in denaro. Da utilizzare per l’assalto al sogno Ronaldinho […] continua sulla Gazza :(

Io ci aggiungerei anche un TV Color, un materasso Eminflex e una batteria di pentole in acciao inox, più la moglie di Capello e le ciabatte da doccia di Cassano. Comunque per quei giocatori lo darei anche via (vedi affare Zidane), ma che male al cuore! Il bimbo non si sostituisce così…
Raga San Siro è a porte chiuse perchè l’ho riservato io. Chi viene a vedere Milan-Livorno?

Rapowder