14
11
2007
- ABBECEDARIO: espressione di sollievo di chi s’ è accorto che c’ è anche Dario
- ACCOZZAGLIA: gruppo di ragazze d’aspetto poco gradevole
- ADDENDO: urlo della folla quando a Nairobi stai per pestare una merda
- APPENDICITE: attaccapanni per scimmie
- BACCANALE: frutto selvatico usato una volta come supposta
- BALESTRA: sala ginnica per gente di colore
- BIGODINO: doppio orgasmo
- BUCANEVE: precisa pisciata maschile invernale
- CACHI: domanda che rivolgi ad uno chinato dietro un cespuglio
- CAPPUCCETTO ROSSO: profilattico sovietico
- CERBOTTANA: cervo femmina di facili costumi
- CERVINO: domanda dei clienti all’oste romano
- CIAMBELLANO: colui che ha il più bel buco di culo del reame
- CUCULO: culatone balbuziente
- CULMINARE: fare uso di supposte esplosive
- CURRICULUM: gara di finocchi ai tempi dell’antica Roma
- DALLA: suggerimento
- EMPORIO: fratello di Giorgio Armani
- FAHRENHEIT: tirar tardi la notte
- GIULIVA: slogan di chi e’ vessato dall’Imposta sul Valore Aggiunto
- LATITANTI: poligoni con moltissime facce
- MAIALETTO: animale che non dorme mai
- MASCHILISTA: elenco di persone di sesso maschile
- MELODIA: preghiera di una vergine
- MESSA IN PIEGA: funzione religiosa eseguita da un prete in curva
- PARTITI: movimenti politici che, purtroppo, nonostante il nome sono ancora qui (votate Marty-Cavalli!!!)
- PREVENIRE: è meglio che curare
- REDUCE: sovrano con tendenze di estrema destra
- SALMONE: cadavere di un obeso
- SANCULOTTO: santo Patrono dei froci
- SBRONZI: ubriachi di Riace
- SCIMUNITO: attrezzato per gli sport invernali
- SCORFANO: pesce che ha perduto i genitori
- SOMMARIO: indicativo presente del verbo “Essere Mario”
- STRAFOTTENTE: dicesi di persona di grandi qualita amatorie
- TEMPOREGGIARE: scoreggiare andando a tempo
- TONNELLATA: marmellata di tonno
- UGELLO: volgarismo in gergo negro per “pene”
- UFFICIO: luogo dove si sbuffa
- VIBRATORI - macchina per vibromassaggio bovino
bella,
gelo.
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21
05
2007
Ci terrei sin d’ora a ringraziare questi simpaticissimi rossoneri per la gioia immensa che ci regaleranno mercoledì sera. È giusto che la Coppa con gli orecchioni torni in Italia ed è giusto che a riportarcela sia il Milan, blasonatissimo squadrone con tanti campioni, che sicuramente faranno la loro parte, e tantissimi giovani promettenti e dal fisico atletico; gente, insomma, che non si fa male facilmente. Grazie Milan, così piaci anche a noi juventini: umile, discreto e SICURAMENTE vincente.
gelo.
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14
03
2007
Beppe Severgnini e Otta sono nemici-amici; sono entrambi interisti, ma, mentre uno ama la punteggiatura, l’altro la molesta. Il primo - proprio in questo periodo - sta conducendo una campagna contro i nemici del punto e virgola. Chi frequenta il suo forum (http://www.corriere.it/solferino/severgnini/) lo sa. Un collage a mia discrezione - magari aiuta:
[…] La punteggiatura è un territorio affascinante e inesplorato. C’è chi la evita, quasi fosse contagiosa. E chi la sparge a caso nelle frasi, come formaggio sulla pasta. […] La virgola, apparentemente innocua, riserva notevoli insidie. L’errore più frequente è quello di porla tra il soggetto e il verbo. È un errore incredibilmente commesso anche da molti giornalisti (vi giuro, molti avrebbero scritto “l’errore più frequente, è quello di porla tra il soggetto e il verbo”). […] È invece interessante l’uso della virgola là dove un’applicazione di un’altra regola la vieterebbe: tra due frasi o tra due aggettivi legati da congiunzione o disgiunzione. […] I più giovani sono stati traviati dalla tastiera del computer. Basta tener pigiato il tasto del punto e……………… Quando ricevo un’email iperpunteggiata, so che l’ha scritta un ventenne (”Egregio dott. Beppe……Avrei….desiderio… di intraprendere….come dire…..la carriera giornalistica, ma al momento mi dedico soprattutto ……alla collezione di tappi di bottiglia.”). Che dovrei rispondere? Di continuare coi tappi, probabilmente. […] Le regole sono fatte per essere violate. E’ questione di sensibilità . Anzi: di orecchio. […] Virgola prima della congiunzione “e”, per esempio. Secondo me, qualche volta ci sta bene. Introduce una pausa, e le pause sono la chiave di tutto, nella scrittura come nella musica, che ho il sospetto siano parenti. Per lo stesso motivo utilizzo spesso i due punti, i quali hanno un altro vantaggio. Introducono il discorso diretto, e permettono di eliminare un “che”, il nemico giurato di chi scrive (MAI due “che” nella stessa frase. E’ come andare in giro con due cappelli. Si può fare, ma sta male). […]
un gelo nell’uovo,
gelo.
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8
01
2007
Qual è la cosa più stupida e di poco conto che fate spesso, ma che vi fa perdere tempo inutilmente?
Io: scrivere la lista della spesa; tanto la lascio sempre a casa.
gelo.
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2
01
2007
Per il 2007 niente auguri e nessun buon proposito; voglio solo rispolverare e riproporre a tutti un monologo degno d’esser fatto filosofia di vita.
“Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t’erano mai passate per la mente. Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio. Fa’ una cosa, ogni giorno che sei spaventato. Canta. Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perder tempo con l’invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso. Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa. Conserva tutte le vecchie lettere d’amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati. Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più nteressanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant’anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo. Usalo in tutti i modi che puoi. Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. È il più grande strumento che potrai mai avere. Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza. Ti faranno solo sentire orrendo. Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perche più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po’, ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po’, ma lasciala prima che ti rammollisca. Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant’anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell’accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga. Ma accetta il consiglio… per questa volta.”
(Il testo originale è un discorso di laurea scritto da Mary Smitch, columnist del Chicago Tribune, per il figlio; è stato tradotto e ripreso in “The Big Kahuna” - di John Swanbeck con Kevin Spacey e Danni DeVito, 1999 - e da Albertino qualche anno fa)
gelo.
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28
12
2006
Fez qualche tempo fa, parlando di Barça, ha citato Fabio Volo. Oggi ho deciso di farlo anche io, ma per motivi più pruriginosi. Vi trascrivo un estratto del suo primo libro (Esco a fare due passi - Mondadori - 2002). Un ritorno agli albori sessuali per i maschietti; un catalogo di falegnameria domestica prêt-à -porter per le donnine… buona lettura!
(…) Ma al di là degli incontri del mio pisello, a livello pratico le seghe andavano evolvendosi. Più passava il tempo, più prendevo confidenza con l’attrezzo e mi potevo buttare nelle sperimentazioni. Prima con la mano destra, poi con la sinistra, poi con la crema sulla mano, fino ad arrivare alla bistecca nel termosifone. Le seghe con il preservativo, per imparare a metterlo e per vedere come andava a finire, e com’era quand’era pieno. Le seghe sott’acqua nella vasca, che quando uscivi ti trovavi tracce di sperma anche dietro le orecchie. Lo si capiva da dove si appiccicavano i peli, dove andava a finire. C’erano poi le leggende: per esempio mettere il cartone vuoto del calippo tra i cuscini del divano, o immergersi nella vasca da bagno, tirar fuori dall’acqua la punta del cazzetto, prendere una mosca, staccarle le ali e appoggiarcela sopra: la mosca per non cascare in acqua cammina fino a farti venire. Oppure sedersi su una mano fino a farsi venire il formicolio e perdere la sensibilità , così che sembrava fosse un’altra persona a fartela. Insomma, dietro alla masturbazione si nasconde un mondo di confidenze solitarie, di esperimenti e soprattutto di motivazioni e stimoli (…)
Rapa, non ci provare!
gelo.
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27
12
2006
Da un articolo all’altro. Visto che di giorno dormo, di notte mi tocca lavorare. Morale della favola (che somiglia più a un Noir o a un Horror), se non consegno domattina mi prendo l’ennesima insaccata del mese. Questa premessa è per coloro che sono convinti ch’io passi le giornate a giocare a LineRider… :-)
Anyway, colgo l’occasione per lanciarvi uno spunto di riflessione. Preferite il giorno o la notte? E non intendo per bere e ciulare. Parlo di un altro tipo di notte. Solitaria, silenziosa, lavorativa, riflessiva, insonne, passeggiatrice (ho detto passeggiatrice, ma non intendo troia) e via dicendo.
Insomma, voi di notte che fate? Di che colore è il vostro cielo quando sprofondate nel cuscino? ll mio è quasi sempre nero. Per buttarla in cliché: la notte è rock, il giorno è lento. Mi rimetto al lavoro.
Un cazzotto in bocca, dopo che hai portato il monoblocco per quattordici anni e per altri sei lo hai nascosto sotto al cuscino.
gelo.
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