Lettera a Babbo Natale …e Gesù Bambino

2 04 2010

Lettera

Premetto che il bambino che ha scritto questa lettera oggi non si trova in galera, ma è un bravo ragazzo, ha fatto tutti i suoi studi ed ha un lavoro interessante al quale si dedica con passione, vuole bene alla sua famiglia, ai suoi amici e alla sua ragazza. Niente di anormale insomma.

Bisogna ammettere che i contenuti fanno pensare ad un’infanzia quantomeno turbolenta, molto probabilmente un’adolescenza in riformatorio e una qualche puntatina in centrale di polizia qua e la lungo il cammino post-adolescenziale. Niente di tutto ciò.. o quasi, ma non è importante.

Non saprei dire in quale periodo questa lettera sia stata scritta, ma direi all’incirca nella fase di disillusione dal Natale, quando i bambini sospettano che non esista nessuna entità mistica che va a fare la spesa al Franz Karl Weber, ma vogliono comunque crederci un po’, anche perché negli anni precedenti la tattica ha portato buoni frutti…
Se invece fosse stata scritta in piena infanzia, beh la cosa si farebbe ancora più interessante, visto che un bambino piccolo “medio” generalmente fa rientrare tutte le armi nella categoria “pistola”.

Caro Gesù bambino è Babbo Natale […]

Abbuoniamoli la congiunzione al posto del verbo “essere” visto che non penso che il bimbo stesse alludendo alle due vite di Gesù (una ampiamente descritta nella Bibbia ed una - segreta - nel periodo natalizio, durante il quale si trasforma in “Babbo”).
A parte il fatto che non ho mai capito come si facesse a credere a Gesù Bambino. Perché non Gesù adulto allora? Che infanzia di merda dovrebbe avere avuto se no? Passare una settimana all’anno a leggersi letterine in tutte le lingue e, senza renne nè aiutanti elfi, fare la spesa (e dubito che a Nazareth ci fosse la Rinascente) e consegnare doni in tutto il mondo senza dire niente a mamma e papà!? Forse aveva un centro di smistamento simile all’attuale posta per inoltrare tutte le lettere a Babbo Natale?

Ma torniamo all’autore di questa letterina capolavoro! Fin da piccolo, il bambino ha già capito la legge dei grandi numeri rivolgendosi ad entrambi, il bianco barbuto e il fanciullo imberbe, per avere maggiori probabilità di soddisfare le sue richieste. La cosa sorprendente è che li mette nella stessa lettera, come se vivessero assieme! Passino le renne, ma ve lo immaginate Babbo Natale nella capanna o Gesù Bambino (coperto dal solo pannolino) nella fredda Lapponia!?

E poi come si deve sentire il povero Gesù che legge una lettera con la foto di Babbo Natale?

Ma passiamo alla parte più interessante, quella che denota una cultura di base non indifferente del bambino. Quasi sorprendente direi!

[…] Da Babbo Natale desidererei un fucile a pompa da modellismo e da Gesù (Bambino?) l’U.Z.I. […]

Sapete cos’è un Uzi? Non è un acronimo, ma la prima mitragliatrice progettata da un israeliano (Uziel Gal) negli anni quaranta. O questa è una coincidenza, ma non mi stupirebbe il contrario, oppure il bimbo l’aveva pensata bene. Non poteva mica chiedere un’arma israeliana a Babbo Natale no? Era meglio chiedere ad un “local” ;)
La richiesta suona un po’ violenta, ma bisogna ammettere che il bambino “l’eva mia inscì stüpid”. E infine…

[…] Queste cose si trovano all’Hobby Modellismo.

Nel caso in cui Babbo e Gesù non dovessero trovare le armi richieste, il bimbo ha pensato bene di fornire ulteriori indicazioni per aiutarli nella ricerca, sapendo di aver fatto una richiesta al quanto insolita.

Respect.



Fenomeni da palestra

14 07 2008

Siete già stati in palestra? Chiaramente quella sotterranea del LILU1 (Liceo Lugano 1) non vale! Chi non sa di cosa parlo può ritenersi fortunato, perchè i macchinari a molle regolabili (al posto dei pesi) che popolano quel locale sono lontani parenti di quelli computerizzati Technogym (con la faccia di Ronaldo che compare ogni volta che inserite la chiavetta elettronica in una macchina) e assomigliano di più a strumenti degni del museo delle torture di Amsterdam.
Io parlo del “Fitness”, parola americana che tradotta letteralmente significa “essere in forma”. Sapete quel luogo in cui la gente va ad alleggerirsi la coscienza prima dell’estate o a ricaricare l’autostima quando negli specchi spalmati su ogni parete della palestra (e degli spogliatoi) può vedere riflessa la sua massa muscolare in costante aumento?

Ho visto diverse palestre e sono sempre più convinto che sia il Diavolo l’incaricato della distribuzione delle macchine! Altrimenti non mi spiegherei come mai quelle per gli interni coscia (usate esclusivamente dalle donne) si trovano SEMPRE di fronte a quelle per i pettorali (usate molto più dagli uomini che dalle donne). Nessuno ha mai pensato che girare le prime verso le finestre o i muri sarebbe più utile per tutti? Non bisogna essere dei guardoni per perdere la concentrazione quando la Russa di turno si rinforza le zone intime mentre voi cercate di sollevare un peso che sembra subire il triplo della forza di gravità ad ogni “movimento a fisarmonica” della vicina…

Comunque, mi sono iscritto per un mese (giusto per non arrivare al primo allenamento con la lingua per terra e i polmoni in gola …e infortunarmi alla prima di campionato) in una palestra di Losanna, ma mi sono accorto subito che l’ambiente proprio non fa per me. L’ho trovato noioso dal primo momento in cui c’ho messo piede. Il sentimento è restato tale… fino a quando non ho scoperto che fare cyclette, step e vogatore con l’I-Pod a manetta (playlist “tamarro-fitness” con tutti i successi dell’estate) ti fa vivere l’esperienza in un modo completamente diverso! Riesci quasi ad entrare in trans agonistica se cerchi di adattare il ritmo delle pedalate (o degli step) a quello della canzone. Il problema è quando la playlist capita sulla canzone punk che hai aggiunto alla “On the go” in un momento di nostalgia dei primi anni di liceo (probabilmente pensando alla palestra del LILU1). Li sono dolori (perchè premere su “next” è da debole).

Prima di scoprire la potenza del noto lettore MP3 comunque mi sono fatto una settimana “regular”, durante la quale mi sono dovuto cercare un altro passatempo per non tritarmi i maroni durante i primi cinquanta minuti circa di riscaldamento.
Se con l’I-Pod non mi concentro nient’altro che sul timer, le pedalate, il battito cardiaco (e il sudore che sto perdendo), senza la musica non posso fare altro che osservare la gente.
Alla fine di ogni allenamento durante la prima settimana mi sono scritto degli appunti sui personaggi tipici che si incontrano in palestra (in Svezia avevo fatto la stessa cosa in biblioteca). Dopo attente osservazioni sulla loro estetica e sul loro comportamento (e con una “puntina” di immaginazione) cercherò di tracciare i profili dei perfetti elementi che sono sicuro non manchino in ogni palestra degna di questo nome!

Il fighetto (questo è un esempio vero portato da un mio amico) è quel personaggio che in palestra ci va come se stesse uscendo alla sera. Scarpetta argentata modello Nike Silver con calzetta fantasmino (quella che si vede appena), pantaloncino Polo, maglietta Polo con colletto alzato (in stile fine anni ‘90), Rolex(!!!!!) e occhiali(!!!!).
Il Fighetto non necessita di alcun riscaldamento (deve avere un meccanismo di autocombustione dall’interno che entra in funzione appena esce dall’ufficio), di conseguenza, appena entrato in palestra, si dirige verso le macchine a pesi. Durante gli esercizi lui non si concentra su quello che sta facendo, ma si guarda in giro per vedere chi lo sta guardando. La palestra non è uno spazio per fare sport, è uno status sociale.

L’uomo fashion (o fighetto #2) è stretto parente del fighetto, ma ha un look diverso. Lo catalogherei come stile tectonic-metrosexual: scarpetta bianca con chiusura a strappo (quando si sporca, la si cambia), pantalone lungo (e in estate bisogna proprio essere delle belle volpi per metterseli) con cintura, maglietta/canottiera scollatissima che mette in mostra il tatuaggio sul petto scolpito da pesi, proteine e schifezze varie: creatina come se piovesse e olé salute! Prima di mettere piede in palestra, per mantenere la pettinatura a criniera di cavallo (con capello un po’ più lungo dietro), passa dal bagno (per l’ingellata) ed esegue il percorso che gli permette di constatare la perfezione del suo look il più volte possibile: il labirinto degli specchi è la sua Mecca!

Il boss della palestra è uno dei primi abbonati, quasi un’istituzione. Tutti i fitness hanno il loro, sicuro! Generalmente tutta la combriccola del peso lo conosce. Dicesi “combriccola del peso” quel gruppo di fitnessofili che fa principalmente pesi liberi, quelli “vecchia maniera”. Il boss ha un fisico invidiabile, nonostante l’età avanzata (oltre la quarantina) e tutti cercano i suoi consigli e la sua complicità. Un occhiolino del boss è per sempre!

Lo sproporzionato, che nella mia palestra è uno dei ragazzi tectonic-metrosexual, è colui il quale allena tantissimo le zone ben visibili del corpo (pettorali, bicipiti, addominali), ma dimentica le gambe o le allena molto poco. Il risultato è una specie di trapezio di muscoli appoggiato a due stuzzicadenti. La carrozzeria di un Harley col motore di un Solex insomma!

L’uomo sauna, quasi sempre visibile su cyclette, step, tapis roulant o altre macchine aerobiche, è una persona che suda tantissimo. Ogni volta che ha finito infatti ci sarebbe bisogno del Mocio Vileda per asciugare il lago dei cigni che si è formato attorno alla sua macchina. Cartello “Wet Floor” d’obbligo! Pare che nella mia palestra vogliano riservare una zona per queste persone e vietare che i laghetti vengano asciugati per popolarli di pesci e integrare anche la pesca sportiva come sport da palestra.

Oltre a questi personaggi tipici, ci sono anche siparietti e scene tipiche da fitness che vale la pena descrivere. Nonostante la palestra sia concepita per fare sport individualmente, talvolta l’esiguo spazio tra le macchine e la grandezza dei display creano brevi istanti di competizione fra i vari sportivi.
Adoro quando le donne sbirciano il livello di intensità della cyclette o dello step della vicina e regolano il proprio di conseguenza, aumentandolo di una tacca! In quel momento, l’orgoglio passa davanti alla condizione fisica costi quel che costi!

E che dire della combriccola dei vogatori? Io non pretendo di conoscere la scienza esatta ma mi hanno spiegato come dev’essere fatto il movimento corretto. Vi assicuro che vedere il trio che avevo dinnanzi la prima volta che mi sono seduto su una delle cyclette era roba da circo Orfei! Ognuno di loro aveva la sua pecuniarità.
- Il Tonto: non capisce come fare funzionare il vogatore e passa cinque minuti a cliccare sul display prima di ignorarlo e cominciare i movimenti senza aver scelto un programma.
- Il Frettoloso: parte a razzo con una media da fratelli Abbagnale durante il primo minuto, prende un colore paonazzo-cianotico dopo il secondo minuto, muore e getta la spugna prima del terzo minuto.
- Il Profi: in perfetta tenuta da canottiere (pantaloncino scaldamuscoli giallo, canottiera blu), regola il vogatore sul programma “cardio” e si muove con eleganza e padronanza della macchina burlandosi del vicino con espressioni facciali che sembrano dire “vai a farti una pedalata alla cyclette, pirla!”.

Di che categoria faccio parte io? In quanto autore è ovvio che non mi metterò mai in una di quelle che ho appena descritto. Io sono un pesce fuor d’acqua, ma quanto mi diverto a guardare gli altri!



Miami Trip - Venerdi 21 - Lufthansa si, noi no

30 03 2008

Ore 06h45: i nostri eroi – Fei, Pascal e Rapa – salpano da Wiedikon in tram direzione Zürich HB. Prelievo del baglio di Rapa in stazione e treno per Cloten da dove, alle 09h25, dovrebbe decollare il loro aereo per Miami… dovrebbe? E perchè mai usare il condizionale? Sarà per quelle due ditina di neve che ci sono sulla pista di atterraggio? Ebbene si! Perchè i piloti di American Airlines non hanno fatto il corso TCS di guida sul bagnato…

Ore 08h30: il tabellone dice “Volo AA65 per New York – Delayed – Partenza ore 11h00”. Iniziamo bene!

Ore 10h30: l’aereo di Lufthansa per New York sta decollando e una vecchietta giura di aver visto il pilota tenere la cloche con il ginocchio, pilotando con braccio fuori dal finestrino.

Orario

Volo American Airlines per New York

Volo Lufthansa per New York

11h00

Non essendo riuscito ad atterrare a Zurigo per motivi di sicurezza, l’aereo si trova a Milano per fare rifornimento carburante. Partenza da Zurigo prevista per le ore 13h15.

Dopo un decollo da antologia,le hostess stanno distribuendo alcolici e sigari, mentre gli stewart preparano i tavoli da Black Jack e la roulette.

12h00

L’aereo è appena decollato da Milano Malpensa e la nuova partenza è prevista per le ore 14h15. I nostri 3 eroi hanno già perso la coincidenza per Miami

I passeggeri sono già brilli e le hostess hanno cominciato a spogliarsi.

13h00

L’aereo ha sorvolato Zurigo e, non essendo riuscito ad atterrare per la seconda volta, ha reimpostato la rotta su Milano Malpensa per la gioia dei passeggeri a bordo e di quelli a terra, compresi i nostri 3 eroi.

I passeggeri stanno mangiando la Raclette e i bambini hanno improvvisato una guerra a cipolline e pannocchiette.

13h30

American Airlines annuncia che il volo è annullato e che il loro personale si occuperà personalmente di ogni passeggero per trovare la soluzione migliore.

Su Lufthansa si scopa.

14h00

Pierre Michel Schwarz si sta occupando dei 3 fortunelli. “Any flight” è l’ordine del suo superiore. Soluzione: volo diretto Zurigo-Miami con Swiss domani alle ore 13h. Cosa chiedere di meglio?

I passeggeri di Lufthansa stanno fumando la sigaretta post-coito.

Verso le 15h00 passiamo al check-in di Swiss per ritirare i biglietti e fare il check-in dei bagagli, almeno domani arriviamo tranquilli e non dobbiamo preoccuparci di niente.

…se non fosse per quel buco di merda di Schwarz, che ha fatto una prenotazione temporanea senza rilasciarci una ricevuta che testimoniasse che American Airlines si sarebbe accollata il prezzo del biglietto. Risultato: nonostante Pascal riesca a mantenere una calma ammirabile, io ho una discussione abbastanza animata con una delle impiegate di Swiss, la classica frustrata indisponente che meriterebbe quattro schiaffi per la sua maleducazione.

Dopo un ping-pong tra American Airlines e Swiss, la situazione si risolve con un biglietto per lo stesso identico volo, ma il giorno successivo.

Dopo dodici sfiancanti ore in aeroporto, ce ne possiamo tornare a casa, sperando in un domani più fortunato!



Carta Igienica - Usi e Costumi

8 12 2007

Ieri sera parlavo con un amico che lavora alla Procter and Gamble (P&G), famoso gruppo industriale di beni di consumo che comprende marche come Ariel, Mastrolindo, Duracell, Gillette, Pampers,… e Bounty (la carta igienica, non i cioccolatini al cocco). Proprio da quest’ultima è nato un simpatico discorso sulle strategie di mercato basate sulle abitudini dei cittadini delle diverse nazioni d’Europa. Sembra una cazzata, ma la struttura della carta igienica viene adattata ai vari popoli e/o sessi. Addirittura sono state create delle categorie di “cagoni”:

I Folders (Piegatori)

Tecnica:
Particolarmente usata in Italia, ma probabilmente anche quella più comune in altri paesi. Il folding consiste nell’usare diversi foglietti di carta igienica, piegandoli uno contro l’altro fino a formare uno strato abbastanza spesso per non bucare la carta al momento della “passata”.

Scheda:
Il perfetto Folder è tendenzialmente attento all’igiene, ma a volte consumista all’eccesso (dai 4 foglietti in su).

Suggerimenti:
La tecnica garantisce mani pulite e comfort, ma l’abuso di folding può creare strati troppo spessi rendendo l’applicazione difficile e aumentando i rischi di ingorghi, specialmente se il carico di PIL (prodotto interno lordo) è massiccio o se lo scarico funziona male.

Strategia di Mercato:
Per questa tecnica la carta viene prodotta con fogli a fibre orizzontali, non troppo spessi e fustellati in modo da facilitare la piega tra un foglio e l’altro.

I Crunchers (Appallottolatori)

Tecnica:
Particolarmente usata dagli inglesi e dai bambini alle prime esperienze autonome. Il crunching consiste nell’appallottolare la carta igienica prima dell’applicazione. La tecnica è discutibile riguardo alla sua efficienza, ma ha un ché di creativo.

Scheda:
Il Cruncher è una persona che non da molta importanza all’igiene, un po’ stressata e maldestra. Generalmente il Cruncher è l’indiziato numero uno quando si tratta di trovare il colpevole della “sgommatina” sulla parete del water, incubo di tutte le donne delle pulizie al momento dell’apertura della tazza.

Suggerimenti:
Tecnica senz’altro rapida, ma igienisticamente poco efficace. Può causare spiacevoli sorprese, quali sviluppi di microcosmi nei bassi fondi, specialmente negli uomini che sono dotati di pelo infra-canyon.

Strategia di mercato
:
Per questa tecnica la carta viene prodotta con fogli a fibre soffici in modo da minimizzare la creazione di angoli al momento dell’appallottolamento.

I Single-Sheet Users (Utilizzatori Mono-Foglio)

Tecnica:
Particolarmente usata dai popli nordici. Il single-sheet using consiste nell’uso unitario dei foglietti di carta igienica. Tecnica che senz’altro contribuisce alla salvaguardia delle foreste e della lotta contro l’inquinamento, garantendo una lunga durata del rotolo, ma mettendo a rischio l’igiene delle mani.

Scheda:
Il Single-Sheet User è una persona parsimoniosa e attenta alle problematiche dell’inquinamento e della salvaguardia delle foreste e dei boschi. La combinazione di questa tecnica con carta igienica a buon mercato (M-Budget in simil-cartone o carta di giornale) può diventare molto pericolosa, specialmente se non si dispone di un buon sapone per sciacquarsi le mani dopo l’ultima passata.
Il Single-Sheet User estremo usa il foglietto da ambo i lati e a volte anche per soffiarsi il naso, pulirsi le orecchie o dare una passata attorno al water.

Suggerimenti:
Tecnica senz’altro rispettabile (per gli amanti dell’ambiente, ma non per i taccagni), ma che presenta le insidie descritte in precedenza.

Strategia di mercato:
Per questa tecnica la carta viene prodotta con fogli spessi per evitare di bucare il foglio dopo la passata. Tuttavia, il Single-Sheet User estremista acquista spesso carta riciclata o di scarsa qualit .

I Wrappers (Arrotolatori)

Tecnica:
Particolarmente usata dalle donne, la tecnica consiste nell’arrotolare la carta attorno alla mano, facendo da 2 a 3 giri. L’applicazione avviene in front-side dopo gli scarichi cosiddetti “leggeri”. Per quelli pesanti, valgono le tecniche descritte in precedenza.

Scheda:
Il Wrapper è esclusivamente di sesso femminile, quindi difficile tracciare uno stereotipo in base a criteri caratteriali.

Suggerimenti:
La tecnica è senz’altro efficace, ma lascia scoperte le punte delle dita. Anche se l’uso che ne viene fatto comporta meno rischi del single-sheet using per scarichi pesanti, richiede prudenza ed esperienza.

Strategia di mercato:
Per questa tecnica la carta viene prodotta a fogli lunghi e fustellatura solida, in modo da evitare che la carta si tagli facilmente in fase di wrapping.

Per concludere l’articolo in modo un po’ volgare ma realista, ciò che traggo da quest’analisi di mercato è che gli italiani hanno gli scarichi intasati, gli inglesi il culo rosso, i nordici le mani puzzolenti e le donne ..ma perchè le donne fanno la cacca? Secondo me no.

Rapa



Differenze demo-socio-linguistiche (serie)

20 11 2007

Prendiamo Basilea e Lugano. Una sopra, l’altra sotto (in senso geografico).
Parlano due lingue diverse e diverse lo sono in molte cose.
A Basilea, dopo cena fumi. A Lugano, dopo cena ti attacchi.
A Basilea, il parchimetro comune accetta monetine da due franchi, cinque, banconote e Mastercard. A Lugano, esiste ancora il parchimetro da plebeo e se non hai venti ghelli vattelapesca.
A Basilea, quando ti avvicini alle strisce pedonali e inizi a fantasticare sulla possibilit di attraversare la strada, gli automobilisti inchiodano il veicolo. A Lugano, gli automobilisti insultano e qualche volta investono.
A Basilea vedi le mamme in bici con attaccato carrettino e bambino. A Lugano vedi i Cayenne con attaccate le mamme.
È incredibile quanto siano diverse, Basilea e Lugano. Non una peggio e l’altra meglio. Diverse. Punto.

gelo.

(da www.cooperazione.ch/blog)



Un po’ di vocaboli. E un po’ di campagna.

14 11 2007

- ABBECEDARIO: espressione di sollievo di chi s’ è accorto che c’ è anche Dario
- ACCOZZAGLIA: gruppo di ragazze d’aspetto poco gradevole
- ADDENDO: urlo della folla quando a Nairobi stai per pestare una merda
- APPENDICITE: attaccapanni per scimmie
- BACCANALE: frutto selvatico usato una volta come supposta
- BALESTRA: sala ginnica per gente di colore
- BIGODINO: doppio orgasmo
- BUCANEVE: precisa pisciata maschile invernale
- CACHI: domanda che rivolgi ad uno chinato dietro un cespuglio
- CAPPUCCETTO ROSSO: profilattico sovietico
- CERBOTTANA: cervo femmina di facili costumi
- CERVINO: domanda dei clienti all’oste romano
- CIAMBELLANO: colui che ha il più bel buco di culo del reame
- CUCULO: culatone balbuziente
- CULMINARE: fare uso di supposte esplosive
- CURRICULUM: gara di finocchi ai tempi dell’antica Roma
- DALLA: suggerimento
- EMPORIO: fratello di Giorgio Armani
- FAHRENHEIT: tirar tardi la notte
- GIULIVA: slogan di chi e’ vessato dall’Imposta sul Valore Aggiunto
- LATITANTI: poligoni con moltissime facce
- MAIALETTO: animale che non dorme mai
- MASCHILISTA: elenco di persone di sesso maschile
- MELODIA: preghiera di una vergine
- MESSA IN PIEGA: funzione religiosa eseguita da un prete in curva
- PARTITI: movimenti politici che, purtroppo, nonostante il nome sono ancora qui (votate Marty-Cavalli!!!)
- PREVENIRE: è meglio che curare
- REDUCE: sovrano con tendenze di estrema destra
- SALMONE: cadavere di un obeso
- SANCULOTTO: santo Patrono dei froci
- SBRONZI: ubriachi di Riace
- SCIMUNITO: attrezzato per gli sport invernali
- SCORFANO: pesce che ha perduto i genitori
- SOMMARIO: indicativo presente del verbo “Essere Mario”
- STRAFOTTENTE: dicesi di persona di grandi qualita amatorie
- TEMPOREGGIARE: scoreggiare andando a tempo
- TONNELLATA: marmellata di tonno
- UGELLO: volgarismo in gergo negro per “pene”
- UFFICIO: luogo dove si sbuffa
- VIBRATORI - macchina per vibromassaggio bovino

bella,
gelo.



Bambi è morto

26 10 2007

Domenica 14 ottobre 2007, ore 18.30: partenza da Lugano, destinazione Losanna.
Verso le ore 19.30 mi trovo sulla mia Polo ed ho appena passato il ridente trittico di paeselli sulla strada che porta al passo della Nufenen (o Novena per quelli a cui piace tradurre tutto nella propria lingua): Fontana, Ossasco, All’Acqua - rispettivamente quindici, dodici e ventidue abitanti. Quasi una metropoli quest’ultima…

Ammetto che non sto viaggiando proprio alla velocit di gasteropode, ma neanche a quella di uno che ha fatto la comparsa in The Fast and the Furious… Fatto sta che, proprio mentre penso che in Svezia bisogna sempre fare attenzione quando si viaggia di notte sulle strade che costeggiano i boschi per via di renne, cerbiatti, opossum, volpi e cinghiali che attraversano la strada incuranti del traffico (sai che traffico da quelle parti…), una ventina di metri davanti a me sbuca un cerbiatto dalla sinistra!

Hiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiihhhhhhhiiiiiiiii (frenata), li mortacci del #@§&&##@!!! (bestemmia), …ma riesco a frenare, o meglio, rallentare in tempo, e il cerbiatto attraversa illeso. Manco l’avessi detto!
Neanche il tempo di riprendermi, e da sinistra sbuca un altro Tomahawk dalle sembianze di Bambi. Questo molto più scemo visto che si mette ad attraversare proprio mentre sto passando infilandosi come un fringuello nella mia portiera. Di conseguenza non riesco ad evitarlo e lo stendo. L’arbitro dice che è KO!
La sensazione di uno scontro con un essere vivente di quelle dimensioni non è per nulla piacevole, ma quando non si hanno colpe l’incazzatura per il danno alla macchina prende il sopravvento e non si capisce più una sega! Non avendo voglia di aspettare polizia per denuncie, cazzate e cazzatine, e anche un po’ in stato confusionale, viaggio fino a Lax - ventisei abitanti - dove mi fermo sotto ad un lampione per vedere l’entit del danno. Prima di scendere immaginavo gi gli scenari più catastrofici: sangue sul parabrezza, brandelli di cerbiatto incastrati nel parafango, corna (che tra l’altro i cerbiatti non hanno) infilzate nella portiera, ecc… Ma niente di tutto ciò! Faretto anabbagliante e calotta spaccati e carrozzeria un po’ piegata sopra alla ruota sinistra.

Danno

Arrivato a Losanna, chiamo la polizia di Airolo per denunciare l’incidente. Un po’ tardi? Meglio tardi che mai… A quanto pare un autista arrivato poco dopo di me ha trovato l’animale disteso. Visto che i cerbiatti generalmente non dormono in mezzo alla strada, si è insospettito e ha chiamato la polizia. Insomma, Bambi è morto (vedi titolo).

In settimana porto la macchina all’assicurazione in modo che il perito possa fare il preventivo. Dopo aver fatto il giro della macchina con lo sguardo di uno che riesce a contare gli acari sotto ad un divano con una sola occhiata, l’esperto mi propone una macchina di cortesia mentre la mia viene riparata: una bella Ford Fiesta targata AI (Appenzello Interiore). Pensando a tutti gli appenzellesi a cui ho tirato degli accidenti a Losanna (probabilmente erano tutte macchine noleggiate), mi preparo al peggio.

Se ripenso ai miei precedenti con macchine “vergini”, c’è poco da star tranquilli con quella Fiesta! Infatti, al primo giorno di guida da patentato, nel lontano 1999, ho bozzato la Lancia Y con una retro in stile “civetta” = alla cazzo, senza guardare. La mia Polo ha avuto lo stesso trattamento, qualche mese dopo averla comprata. Il fatto è che, una volta fatta la prima bozza, non succede più niente. Sar quello stato “candido” che mi mette pressione?!

Dopo una settimana mi chiama l’assicurazione per dirmi che la mia macchina è pronta e che posso andare a ritirarla. Quindi, felice di aver trattato bene i mezzo in prestito, lo porto a far benzina (un po’ come passeggiare il cane per fargli fare pipì) prima di riportarlo. Infilo la pompa e, mentre la benzina scorre, di istinto il mio occhio scivola sulla carrozzeria e comincia a fare il giro del veicolo (solo l’occhio attenzione). Arrivato al posteriore destro, sudore freddo! C’è un graffio!! Profondo!!! Ostia boia!!!! E questo quando l’ho fatto?! Glielo dico?! Ci crederanno che non so da dove viene?!

In questi casi bisogna sempre essere onesti ragazzi! Consegno il veicolo al perito, il quale sfodera l’occhio ai raggi X e la checklist dell’auto di cortesia e comincia a perlustrare. Con immenso imbarazzo gli dico subito del danno… C’era gi ! Olè olè!
Ricevo la mia macchina. Sorpresa: mi hanno messo a posto tutti i graffietti schifosi attorno al muso (non solo a sinistra), oltre ad aver riparato il danno, pulito la macchina e passato l’aspirapolvere! A parte l’odore di acrilico lasciato dalla boccetta di vernice colore grigio metallizato che mi hanno lasciato nel cruscotto, tutto è perfetto! Questo si chiama servizio ragazzi! In più mi hanno dato un buono di 50.- per la Shell.

Insomma, morale della favola: la prossima volta la Nufenen me la faccio in retromarcia, cosi se tiro sotto un cerbiatto mi faccio rifare pure il culo della macchina :)

Bambini non fatelo a casa! Un calcione a tutti,
Rapowder



Chuck Norris doesn’t sleep.. he waits!

14 07 2007

C’è un sito molto divertente che contiene una lista di leggende sul mitico eroe di Walker Texas Ranger: Chuck Norris. Riporto le migliori leggende qui sotto, se volete leggere le altre, il sito ufficiale è: http://www.chucknorrisfacts.com

  • Chuck Norris doesn’t sleep. He waits.
  • Chuck Norris once beat the sun in a staring contest.
  • Jesus can walk on water. Chuck Norris can swim on land.
  • Chuck Norris doesnt own a watch. He decides what time it is.
  • When Chuck Norris does push ups he doesnt push himself up. He pushes the world down.
  • Chuck Norris doesn’t read books. He stares them down until he gets the information he wants.
  • Chuck Norris once went to the Virgin Islands, now there just call the Islands.
  • And thus God said: Let there be light! Chuck Norris replied Say ‘please’!
  • God wanted 10 days to creat the earth. Chuck Norris gave him 6.
  • Chuck Norris can win a game of connect four in 3 moves.
  • If you can see Chuck Norris, he can see you. If you can’t see Chuck Norris, your life may be in danger.
  • Chuck Norris is the reason why Waldo is hiding.
  • Chuck Norris gave Mona Lisa that smile.
  • Chuck Norris can divide by zero.
  • Chuck Norris wasn’t born. He punched his way out of his mother’s womb.
  • There is no theory of evolution, just a list of creatures Chuck Norris allows to live.
  • Chuck Norris’ house has no doors, only walls that he walks through.
  • Chuck Norris counted to infinity… twice.
  • Chuck Norris can speak Braille.


SUAZO

27 06 2007

È un articolo di Gaghi che non riesce ad effettuare il Login.

Lago di Lugano, sabato 23 giugno alle 10h30:

Rapa : “mi dispioce, Suazo al Milan”
Resto del gruppo: “…”
Rapa: “ma si è sicuro raga, l’ha detto Galliani”

http://www.corriere.it/gallerie/20070627.shtml

Radiomercato grazie di esistere.
Altri colpi in serbo?

(drugaãiji bacaãi)



Campioni d’Europa

24 05 2007

Non ce la faccio, è più forte di me: anche nell’anno in cui gli interisti hanno vinto (sul campo e meritatamente) il tanto sospirato scudetto, la Milano che conta non è rimasta a secco …altrochè!

Penso che la serata del Milan si possa riassumere dal primo gol di Inzaghi… Vi è piaciuto? Altro che culo! Schemi provati e riprovati in allenamento signori! Tiri di stinco, gol di caviglia-rotula-anca-ascella-mento, rimpalli sul naso, corner guadagnati in “posizione cacca” difendendo la palla lungo la linea di fondo e facendola carambolare sullo stinco di un avversario, tuffi a magiara in area di rigore (dentro o fuori, ma il rigore glielo danno), fuorigioco chilometrici, proteste e scenate da napoletano… tutto questo è Pippo Inzaghi e per tutto questo gli vogliamo bene! Grazie SUPER PIPPO!

Incredibile: come sempre le gufate sincere (e non indotte o richieste per propiziare la buona sorte) di Gelo portano veramente un culo allucinante! Da Milan-Juve al campo internazionale, alla 3a e la 4a lega: Gelo non sbaglia mai, o piuttosto sbaglia sempre!

Un’altra coppa in bacheca,
Rapowder, milanista fiero!